Chi siamo

La nostra società, Poporo srl, è stata fondata nel 1987 dal maestro Hirazawa Minoru, detto SHIRO, diplomato alla prestigiosa scuola di cucina Tsuji di Osaka.

POPOROYA è sia alimentari giapponesi che sushi bar. In un ambiente caldo e accogliente, potrete degustare la migliore cucina tradizionale giapponese, tuffandovi nella suggestiva atmosfera e nella millenaria cultura del Sol Levante.

Nell’agosto del 2013 il locale è stato, infatti, completamente ristrutturato pur mantenendo la tradizione ed il calore che ci contraddistinguono.

Il personale di sala, cortese e preparato, è a disposizione del cliente per fornire informazioni complete e dettagliate sui piatti proposti e gli ingredienti selezionati dai nostri chef.

Il Romanzo di "shiro"

Shiro, chef di cucina giapponese

Nasce nel 1946 in Giappone, nella provincia di Nagano. Studia cucina giapponese presso la scuola per cuochi Tsuji di Osaka. Nel 1972 si trasferisce in Italia. Dopo aver lavorato presso un ristorante giapponese di Roma, nel 1989 inizia una sua attività indipendente a Milano ed apre un ristorante giapponese. Attualmente è titolare e contemporaneamente chef di “Poporoya” e “Shiro”.

Shiro sbarca a Roma

Nel 1972 i giapponesi residenti in Italia erano ancora pochi e ancora meno erano gli italiani a cui piaceva la cucina giapponese. Erano molto rari.

Però in quel periodo, quando cominciava a crescere il numero dei giapponesi che dicevano: “mi piacerebbe fare un viaggio all'estero”, capitava di vedere turisti giapponesi attratti dalla moda italiana di alta classe che visitavano l'Italia.

In un'epoca in cui i viaggi all'estero erano ancora molto costosi i turisti giapponesi che arrivavano a Roma avevano un'aria da persone molto facoltose e spesso rappresentavano la clientela del ristorante di Roma in cui lavorava Shiro.

Shiro apre il suo locale a Milano

Dal 1977 Shiro viene mandato dal proprietario come responsabile della filiale di Milano, finchè nel 1989, acquistando il locale milanese, sceglie di diventare indipendente. Questo locale è “Poporoya” di via Eustachi. Però all'inizio, nel periodo in cui ne era solo il responsabile, Poporoya era soltanto un negozio di alimentari giapponesi, perché all'epoca era molto complicato ottenere la licenza come ristorante.

L'autorizzazione alla gestione come ristorante tardava ad arrivare, le pratiche burocratiche dovevano essere ripetute più volte, finché quando il permesso fu rilasciato dalle autorità sanitarie era il mese di marzo 1989. Fu in quell'anno che finalmente Shiro divenne proprietario autonomo di un ristorante, mentre fino ad allora per tanti anni Shiro aveva dovuto fare la gavetta con la cucina d'asporto.

In realtà molti dei clienti di allora sono ancora oggi clienti abituali di Poporoya. Molti uomini d'affari giapponesi che spesso venivano a Milano negli anni Ottanta, passano ancora oggi nel locale con molta nostalgia.

Poiché in quel periodo i ristoranti giapponesi erano ancora pochi sono state molte le persone che hanno sostenuto con molta simpatia Shiro. Anche per questi motivi Shiro fu molto determinato nel voler ottenere a tutti i costi la licenza dicendosi “la devo avere per forza”.

Il sushi in "Stile Shiro"

Tra i clienti italiani ci sono alcuni che pur avendo uno stipendio modesto frequentavano il ristorante anche 1-2 volte alla settimana. Ad un certo momento Shiro disse: “Anch'io devo decidermi ad aumentare un po' i prezzi”, al che i clienti replicarono: ”Il mio stipendio è limitato, se aumenti i prezzi non potrò più venire a mangiare qui”.

A questo punto erano i clienti a chiedere a Shiro: “Ma insomma di quanto vuoi aumentare i prezzi?” “Io pensavo di aumentare il “sushi mori” di 1000 lire”.“Ho capito, va bene dai!”

Questo era l'andamento, fin da allora i prezzi erano adattati alle esigenze della clientela. I sushi preparati dalle mani di Shiro sono di formato Jumbo e sono di volume tale da soddisfare le esigenze, con un piatto di “sushi mori” (sushi misto), anche dello stomaco degli italiani.

Quando Shiro era da poco arrivato dal Giappone e preparava il sushi abituato al concetto giapponese di quantità, si sentiva dire da una signora italiana: “giovanotto, sei un po' stemegno, ne!”. “Ho pochi soldi, però mi piace il sushi e vorrei mangiarne a sazietà”.

Allora Shiro alla visita successiva della signora le preparava dei sushi più grandi e la signora se ne usciva soddisfatta dicendo: “Oggi sì che mi hai trattato bene!”. E da allora che ha cominciato a preparare sushi in formato Jumbo.

Il “chirashi sushi” agli italiani non piace se non ha il pesce dentro, quindi Shiro ha cominciato a mettere il pesce anche sotto al riso (del sushi). All'inizio il “chirashi sushi” non prendeva per niente piede tra gli italiani, ma adesso ormai tutti ordinano: “Chirashi, chirashi!”.

Il divertente locale di Shiro

Finalmente a Milano era riuscito ad iniziare l’attività come ristoratore e quando per la prima volta installò la vetrina per il pesce sul bancone, una coppia di coniugi italiani entrò a vederla esclamando: “Che bello!”, anche perché i pezzi di pesce erano tutti belli allineati. E poi provarono a chiedere: “Ma come si mangiano?” A quel punto Shiro rispose: “Si mangiano crudi”, chiedendo a sua volta: “Volete provare a mangiarli?” Al che il marito azzardò: “Proviamo!”

Quando allora Shiro cominciò a prendere del riso per preparare del sushi, la moglie prendendo il marito per un braccio e trascinandolo fuori se ne scappò via, gridando: “Muoio!”

Però in seguito il marito ritornò, questa volta da solo, dicendo: “Voglio provare!”. Mangiò del tonno e a lui piacque molto.

I clienti italiani che vengono nel suo locale da sempre sono molto esigenti, capiscono veramente il gusto, e si autodefiniscono “conoscitori del sushi”. Per questo sanno anche ordinare diverse cose.

A Shiro che prepara il sushi c’è anche gente che chiede le cose più strane e senza senso, dicendo in giapponese frasi tipo: “Fammi uno yakitori di salmone”.

Shiro, con molto spirito, scherza molto volentieri e quindi anche i clienti si divertono molto parlando a ruota libera di qualsiasi cosa capiti loro in mente.

Uno scambio di piacevoli battute rimbalza di qua e di là dal bancone tanto che il locale si è fatto la reputazione di un ritrovo particolarmente divertente.

Nel negozio di Shiro si respira un’atmosfera in cui potersi sentire subito a proprio agio, per questo sono molti i clienti che entrano da soli. In realtà ci sono anche parecchie persone che, venute a pranzare da sole, sono poi convolate a nozze con altri clienti.

Un italiano che abita proprio davanti al locale di Shiro e che gode della sua vista un giorno disse: “Perché tutte le persone che escono dal tuo negozio cominciano sempre a chiacchierare fittamente?” e, chissà perché, ma sembra che ci siano molte coppie che sostano davanti al locale di Shiro a fare i loro discorsi d’amore.

Sono tanti i clienti che dichiarano di amare questo negozio che, con la sua aria così familiare, è anche molto confusionario. Per i giapponesi ha un suo fascino pieno di nostalgia, per gli italiani la sua popolarità è dovuta alla semplice impostazione del locale che permette di assaporare sensazioni molto giapponesi.

Ci fu un momento in cui tempo fa Shiro pensò di chiudere questo negozio per trasferirsi in una struttura più grande, ma gli italiani cominciarono ad implorare: “Non chiudere, per favore!”.

E Shiro a dire: “Ma perché? Non è meglio un ambiente più grande?”. Ma quei clienti italiani sostenevano: “È meglio così come adesso. Un ambiente familiare e così giapponese”.

I clienti si accalcano sempre al di fuori del negozio per aspettare con grande pazienza che si liberino i tavoli. A questi clienti Shiro vuole davvero esprimere la sua gratitudine.

POPOROYA SUSHI BAR | 17, Via Eustachi - 20129 Milano (MI) - Italia | P.I. 09144800969 | Tel. +39 02 29406797 | poporosrl@gmail.com | Informazioni legali | Privacy | Cookie Policy | Sitemap
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